Mal di schiena: può dipendere dalla respirazione?

Spesso il dolore alla schiena e al collo è qualcosa di invalidante, può essere un fastidio quotidiano che sentiamo ogni volta che eseguiamo alcuni movimenti – come allacciare le scarpe o lavare i piatti – o può arrivare a bloccarci, costringendoci a letto. Si stima che circa l‘80% della popolazione soffra o abbia sofferto di mal di schiena e, per questo, sia stato costretto a rinunciare al lavoro o al tempo libero, rimanendo fermo e dolorante a letto.

Se sei tra quest’80% – come lo sono stata anche io – continua a leggere: questo articolo ha la soluzione per te! 😉

Nella maggior parte dei casi, non esiste una causa specifica, e il dolore dipende da molti fattori: postura errata, eccesso di tempo in posizione seduta, obesità, ernie che comprimono nervi, mancanza di esercizio fisico e mobilità…

Ci sono poi le cause nascoste – e sono quelle che stiamo andando a vedere – che molto spesso vengono trascurate: le problematiche viscerali, quali difficoltà intestinali o digestive o disfunzioni agli organi riproduttivi. Tra queste, molte hanno un’origine emotiva, perché gli organi interni, attraverso una fitta rete neuronale (oggi infatti si parla sempre più spesso di sistema nervoso enterico), funzionano come il nostro secondo cervello: è li che restano le emozioni che non riusciamo ad esprimere.

Tra le cause che vengono spesso date per scontate e quindi tralasciate, c’è la cattiva tecnica respiratoria. Tutti respiriamo quotidianamente – saremmo altrimenti morti – ma la maggior parte di noi ha una tecnica respiratoria superficiale: trattiene il fiato, ha il respiro corto, respira principalmente con la parte alta-clavicolare* o non riesce ad inspirare per 5 secondi di fila. Quest’ultimo è un buon parametro per capire com’è la tua tecnica, se non riesci a farlo, questo articolo è senza dubbio adatto a te.

Adesso vediamo schematicamente quali sono i collegamenti principali tra collo, schiena e respirazione (consideriamoli non separati gli uni dagli altri, ma strettamente interconnessi e interdipendenti):

  • il diaframma è egemone nella respirazione e nella gestione emotiva;
  • il diaframma si ancora a livello lombare ed è quindi fondamentale per la postura; tutte le catene muscolari si allacciano nel diaframma;
  • nel collo ci sono i muscoli accessori della respirazione, che possono divenire tesi a causa di una respirazione superficiale;
  • respirare in maniera superficiale o soprattutto con la parte toracica o respirare escludendo* l’addome può essere un campanello d’allarme per ansia ed emozioni trattenute;
  • quando respiriamo in maniera superficiale, il diaframma perde parte della sua funzione di massaggio degli organi interni, causando problemi digestivi e intestinali, nonché posturali;
  • i due nervi vaghi, destro e sinistro, decorrono nel collo e innervano gli organi digestivi: una tensione digestiva su ripercuote sul collo e viceversa;
  • la cervicale risente di stati di tensione generalizzati, legati anche al bruxismo o a problemi alla mandibola.

Senza tralasciare il bisogno di un consulto medico o psicologico dove necessario, un approccio manipolativo, tipo quello dello shiatsu, abbinato al miglioramento della tecnica respiratoria, possono essere la soluzione che non si era tentata, ma che è risolutiva.

Contattami e valuteremo insieme se questo è l’approccio adatto a te.

*Sfatiamo qualche mito. Il diaframma non è mai bloccato, altrimenti saremmo morti, può avere un range di movimento ridotto, che va recuperato. Dividere respirazione toracica, clavicolare e addominale è una convenzione per capirsi, nessuno di noi respira solo di pancia o solo di torace, ma ci può essere una predominanza. Foto di laltrariabilitazione.

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