Comunicare l’esperienza corporea

“Analisi di diari in sessione di trattamenti shiatsu”

Discussione della tesi in Scienze e Tecniche Psicologiche a.a 2019/2020.

Il mio lavoro ha avuto come obiettivo  generale quello di analizzare come viene comunicata, attraverso il linguaggio, un’esperienza che ha il corpo come protagonista, nello specifico durante il trattamento shiatsu che mi riguarda come operatrice. 

Ci sono molti studi sull’esperienza del contatto a livello neurofisiologico, sulla relazione tra tatto affettivo/sociale e benessere e sulla relazione tra massaggio e diminuzione del dolore, dell’ansia e dello stress. In uno studio del 2012, ad esempio, Lindgren e colleghi hanno evidenziato come il massaggio attivi i circuiti cerebrali della ricompensa e le aree per la produzione di oppioidi endogeni. Lo stesso studio ha dimostrato come il massaggio possa ridurre l’ansia, smorzando la risposta dello stress. Negli studi sulla fibromialgia di Tiffany Field, si è notato come un massaggio con una pressione incisiva come lo shiatsu, possa alleviare il dolore e la fatica stimolando la produzione di serotonina e la diminuzione della sostanza P, utili nella riduzione del dolore. Altri studi hanno dimostrato come il contatto intenzionale sembri essere importante anche per i professionisti della salute che lo vedono come “un’azione non-farmacologica mirata alla cura, alla sicurezza, al comfort e ad un ambiente più piacevole”. (Airosa et al., 2016; Connor, Howett, 2009).

Partendo da queste ricerche, scopo del lavoro è stato quello di esaminare come il linguaggio possa testimoniare di un cambiamento a livello corporeo  e rappresentare l’esperienza percepita da persone che ricevono un trattamento shiatsu. Lo shiatsu si differenzia dal massaggio comunemente inteso perchè non si usano oli, si esegue sui vestiti e si usano esclusivamente pollici, mani e avambracci per esercitare delle pressioni in alcuni punti specifici del corpo. 

Abbiamo dunque coinvolto un piccolo gruppo di  partecipanti, che ricevono  trattamenti shiatsu regolarmente, in un’attività di scrittura di un diario delle sedute, durante l’arco di un mese, diario strutturato in domande-guida concordate con la mia relatrice, e abbiamo poi condotto un’analisi pragmatica dei testi, interrogandoci su quale tipo di lessico, sintassi, genere discorsivo (concetto utilizzato da Dell Hymes, nell’etnografia della comunicazione) e quali “repertori linguistici” vengano utilizzati dalle persone per rappresentare  l’esperienza del tatto che avviene durante lo shiatsu.

I diari sono stati analizzati secondo la metodologia di Analisi del Discorso, che guarda alla lingua come strumento per l’azione  e che esamina i discorsi dei singoli parlanti non come possessi o creazioni originali della singola persona, ma come porzioni pubbliche e diffuse di modi di rappresentare il reale per scopi particolari. In questa cornice costruttivista, le parole sono analizzabili non come riflessi dell’esperienza “interna“ dell’individuo ma come resoconti, spiegazioni o “accounts” con valore di “azione”, come sostenuto da Antaki (1988).

Quindi abbiamo esaminato i diari  analizzandone la sintassi, ad es. forme attive e passive del verbo, presenza del pronome soggetto, verbo assente/presente, sintassi completa o elisa…

Abbiamo poi analizzato il lessico ed eseguito per ogni diario un conteggio delle parole relative a 5 categorie: 

1) parole corpo, che hanno compreso tutte le parole scritte riferite al corpo (ad esempio collo schiena spalle polpacci addome e anche la stessa parola corpo); 2) parole astratte, quindi parole che si sono riferite a concetti o stati generici, ad esempio leggerezza, benessere, rigidità; 3) verbi di stato che hanno indicato sensazioni e percezioni quali mi rilasso, mi sento, ho dolore; 4) termini qualificatori, tipo aggettivi e avverbi;  5) e infine un’ultima categoria denominata “altro” ha compreso tutte le parole che non rientravano nelle categorie precedenti. 

L’analisi della prevalenza di parole  nelle diverse categorie  e l’analisi sintattico-pragmatica ci ha permesso di identificare 4 tipi di generi testuali, secondo l’accezione che ne dà Hymes.

Il primo genere lo abbiamo definito “body scan“ – termine che abbiamo mutuato da quello in uso in alcune pratiche di meditazione e che indica alla persona di porre attenzione alle varie parti del corpo in sequenza. Questo genere descrittivo ci ha dato indicazioni di come il soggetto che racconta si ponga come un soggetto esterno che guarda un corpo segmentato e lo rende “oggetto” dello sguardo. Di questo genere abbiamo osservato due varianti: una ha un ritmo veloce nella forma di ”elenco” ad esempio “dolore a collo, schiena e polpacci”, con una sintassi dalla quale è rimosso il verbo e in cui il corpo figura  in primo piano. L’altra invece ha presentato un ritmo più lento,  ripetizioni e uso di sinonimi, in un uso poetico della lingua, nel quale cioè – secondo la distinzione del linguista Roman Jakobson – l’aspetto estetico della lingua acquista un ruolo centrale. 

Il secondo genere identificato è quello “narrativo”, nel quale il diario è usato per descrivere eventi e fatti privati e personali, spesso anche come “contenitore” di emozioni e sensazioni che si allontanano dall’esperienza del trattamento. 

Abbiamo poi identificato un genere che abbiamo chiamato “oracolare”, nel quale acquista centralità una rappresentazione della pratica dello shiatsu  come pratica curativa: le parole adottate rimandano all’aspettativa della persona che il trattamento  rimuova il dolore e garantisca il benessere. In questa ottica anche l’operatrice è  investita del potere della guarigione, abbiamo infatti visto come il mio nome “Laura“ venisse usato in espressioni che mettevano in luce quali reazioni io provocavo nel corpo, ad esempio “Laura mi ha come tagliata in due orizzontalmente”, “al solo contatto delle sue mani mi sento meglio”.

L’ultimo genere che abbiamo evidenziato è quello “auto-riflessivo”, nel quale il diario è stato usato come rendicontazione di sé e di auto-analisi, i verbi maggiormente utilizzati sono stati accorgersi, riflettere, pensare, prendo consapevolezza… il racconto in questa tipologia di genere è usato non per dar conto dell’esperienza corporea, ma come occasione di auto-osservazione e introspezione psicologica. 

Il risultato più interessante nell’analisi di questi diari, che naturalmente non ha pretesa di poter essere generalizzato ma mostrare unicamente alcuni “modelli” e forme di discorso accessibili per poter parlare del corpo nel trattamento shiatsu, è di come le parole e i repertori utilizzati nei diversi generi costruiscano una rappresentazione del rapporto tra operatrice e cliente come una collaborazione. La tradizione orientale giapponese chiama colui che conduce ed esegue la tecnica “tori”, e chi la riceve “uke”, distinzione però non sempre netta perché tori cambia in funzione delle risposte di uke e i ruoli si invertono, in uno scambio continuo. 

Quindi nei diari il corpo è stato descritto come un “agente” che resiste o al contrario cede e allora “collabora” con l’azione dell’operatrice…. e si  può dunque osservare dalla scrittura anche come la persona si rappresenta la propria azione (corporea) all’interno della pratica come più o meno “giusta” e “adeguata” a delle istruzioni codificate e ad un’aspettativa di condotta. In questo senso la pratica dello shiatsu può essere analizzata come pratica socioculturale che è sorretta da valori  e norme implicite di comportamento, cui anche il cliente/ricevente comunica di adeguarsi.

Il lavoro di analisi condotto  infine illumina su quanto nella domanda relativa ad un trattamento corporeo e finalizzata ad un ripristino del benessere fisico  possa esservi una domanda non solo fisica, ma anche di conoscenza di sé e del legame tra dolori fisici e aspetti emotivi, e un’aspettativa socioculturale di come la risoluzione di blocchi emotivi possa portare automaticamente alla risoluzione dei dolori fisici. Questo aspetto è importante perché l’operatore  sia  consapevole e sappia discriminare e aiutare il cliente a non sovrapporre domande e figure da ambiti professionali differenti, da un lato l’operatore del benessere e dall’altro lo psicologo.

Grazie mille per aver letto fino in fondo, mi auguro che tu l’abbia trovata interessante. Se sei interessat* a leggere la mia tesi completa, per lasciare un commento o per prendere appuntamento, compila il modulo sotto: ti aspetto dall’altra parte. 🙂

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