Promemoria del giorno.

Lo so bene che non sono scuse le tue, sono tutte motivazioni giustissime e valide, molto valide, hai ragione su tutto, è tutto vero ciò che dici e di cui ti lamenti, si fatica e non doveva andare così ed è difficile sì, molto, è normale anche essere tristi, arrabbiati, frustrati, delusi…sfoga le sacrosante rabbia e la tristezza…non te lo aspettavi, già….proprio non te lo aspettavi…da quelli che dicevano di amarti e proteggerti, a cui ti sei affidato e a cui hai affidato tutta la tua vita, è ingiusto, la vita è ingiusta, non doveva succedere a te…tanti anni….e poi quell’incidente o quella malattia…sogni infranti, desideri, progetti…tutto finito, in fumo…già…poi quelli che dicevano di amarti e che alla fine sono stati i primi che hanno provato ad affondarti…ti hanno tradito….è una brutta sensazione, ti dilania…

Hanno provato ad affondarti, la vita ci ha provato, ma non ci sono riusciti, perché tu non sei ancora morto/a e respiri, anche se hai preso una botta forte e l’hai sentita tutta…tu sei qui e sei ancora vivo/a…

Quindi, resti tu, mezza/o rotto/a ma vivo/a, a guardarti allo specchio, con la delusione e la rabbia e al di là di tutto però, tu sei qui, adesso e la mia domanda è: cosa vuoi fare ora? Cosa vuoi fare della tua vita? Cosa? Perché adesso la realtà è questa, quella che hai visto e vissuto e il passato non si cambia e non c’è niente altro di più di ciò che c’è stato e che c’è, ma tu cosa vuoi diventare? Come vuoi vivere i tuoi prossimi anni? Perché il passato potrebbe essere predittivo, ma non è deterministico. Ma tu, oggi, chi decidi di essere? E tutto lì è il senso, in questa domanda: cosa scegli tu per te.

Non ho tempo, non ho soldi, ho da fare a casa, in famiglia, ho i figli, il lavoro, sono single, è mia mogie, è mio marito e poi mi si è rotta la macchina, ho una patologia, mi fa male un ginocchio, sono stanca/o, ormai ho un’età…Parli così perché non hai vissuto quello che ho vissuto io, ma tu che ne sai che parli così, tu non hai i miei problemi, tu puoi perché sei ancora giovane, non sei stata/o male come me…e poi oggi non posso perché piove, oggi non posso perché fa troppo caldo, ma se fosse successo anche a te non parleresti così…e comunque con me non funziona (te la stai raccontando), a me non serve (te la stai raccontando versione due), ci ho provato e non funziona…e allora prova un altro modo…

Hai altre obiezioni? O scuse? Ora sì, posso chiamarle scuse, perchè capisco il dolore e la fatica, ma non come mantra al non fare, non è possibile usare sempre il passato come scusa, perchè sta diventando presente e ci stai creando il tuo futuro. Smettila di lamentarti, smetti di stare fermo nel tuo loop, perché per diventare ciò che vuoi essere, nessuna scusa sarà accettata, la vita non te le concede più, l’universo non lavora per te, ma lavora con te se anche tu lo fai. Ricorda: nessuna scusa sarà più accettata. O ci sei per te e lo fai, oppure no. Punto.

A te la scelta.

Ma ricorda: hai il sacrosanto diritto di non cambiare e di non voler vedere, sei giusto/a anche se non scegli, sei giusto anche se non cambi, raggiungere obiettivi non è più nobile di non raggiungerli, aumentare la consapevolezza non è meglio di non cercarla, sei giusto anche con tutti i tuoi problemi, sei giusto anche quando sbagli, sei giusto anche quando metti tutte le tue cause o le tue scuse…ma così sei felice?

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