In questo articolo, oggi, ti spiegherò, finalmente e definitivamente, come diventare inattaccabile, talmente forte che nessuno potrà più ferirti e sarai in grado di difenderti sempre e comunque. Non avrai più bisogno di corsi, corsini, pratiche varie per diventare ciò che sei e che sei destinato ad essere, perché quello che ti mostrerò sarà l’unico modo, la tecnica finale.
Bene,
sei pronto per il segreto
che cambierà per sempre la tua vita e il tuo modo di porti agli altri?
Sei pronto al tuo cambiamento finale?
A bruciare tutto il karma negativo
E non soffrire più?
Mi auguro che tu sia seduto/a,
perché questa rivelazione è sconvolgente,
talmente sconvolgente che ha sconvolto anche me quando ci sono arrivata.
Non è per tutti
Devi essere davvero
ma davvero motivato
Bene, il segreto è, udite udite
NON ESISTE.
Si, hai capito bene!
Non esiste nessun segreto!
(Scusate la modalità testo enfatizzato da marketing spicciolo, ma ci si adattava bene)
Nessuna formula magica, corso, meditazione o pratica ti permetterà di essere in grado di proteggerti o saper gestire tutti, ma proprio tutti gli eventi che ti capiteranno (o che hai scelto prima di incarnarti su questa terra -se preferisci- perché la tua anima ha bisogno di quell’evento per evolvere) in maniera sempre impeccabile e super funzionale, non esiste né in un’ora, né in cento anni di crescita personale e spirituale, neanche se frequentassi il fantastico corso di crescita tao-zen-buddha-spiritual-evolutiva-regressiva-dell’anima-celeste. Non esiste il segreto assoluto della vita, il punto di arrivo, la tecnica miracolosa, per cui da domani sarai sempre e per sempre diverso e sempre in crescita, positivo e solo amore; esistono i piccoli passi, i momenti, i gradini, che per lo più sono due avanti e uno indietro, come in una danza, acquisisci un risultato e non l’hai ottenuto per sempre, anzi, spesso lo perdi subito dopo, poi riprovi e riesci di nuovo, finché quello step, quella capacità, non diventa tua, interiorizzata, ma subito dopo c’è un altro gradino da salire o un altro passo da fare per crescere.
Non arriva mai un momento in cui la nostra crescita sarà finita, non esiste il Buddha, arrivato e intoccabile, nessuno lo è (“Se incontri il Buddha, uccidilo”), accettare la buddhità significa accettare il nostro essere umani, la nostra perfezione nell’imperfezione, o imperfezione nella perfezione, abbracciare l’insieme, la luce e l’ombra, gli errori e i successi, la gioia e la tristezza, senza attaccarsi eccessivamente né al bello e né al brutto, in maniera equilibrata in modo da farci vivere una vita piena.
Vedo tanti ambienti di crescita personale e spirituale in cui grandi guru illuminati ti dicono: “Non hai raggiunto la maturità se ancora permetti ad altre persone di ferirti”, “Siete voi a permettere di farvi fare del male, perchè gliene date il potere”, “Concentrati solo sull’amore e la gioia”, “Sei tu, solo tua la responsabilità della vita che ti stai creando”.
Bene, questo è solo un lato della medaglia. Corresponsabilità mi piace di più.
Noi abbiamo un potere, questo è certo, sia quando ci accadono eventi positivi, che quando ce ne accadono di negativi, assumersene la responsabilità (solo la propria parte però) per cambiare, senza colpevolizzarsi, è necessario. Ma non dipende tutto solo da noi, non abbiamo questo potere immenso, siamo dei puntini rispetto alla vastità dell’universo infinito, il nostro ego può stare pur tranquillo; siamo immersi in un contesto e viviamo interagendo con altre persone e con i loro modi di agire, pensare e comportarsi: siamo noi e l’ambiente in cui agiamo.
E’ alquanto assurdo pensare che niente e nessuno possa più intaccare il nostro cammino, (anche se miglioriamo giorno per giorno), forse si dovrebbe vivere su una montagna, sempre se va bene e forse neanche questo basta; tanto, se non esci da certe stanze della tua mente, te le ritrovi sul cucuzzolo sperduto, insieme a te. Un essere umano non può diventare inattaccabile e riuscire a non permettere più a niente e nessuno di farlo soffrire, semplicemente perché è intrinseco nel significato di essere umano anche il dolore, la sofferenza, che fa parte della vita, impossibile evitarla. Le emozioni vanno vissute e non represse.
“Diventi grande quando riesci a proteggere te stesso e non permetti più a nessuno di farti del male”. Io dico che sei grande comunque, anche se ti capita di ferirti o farti ferire, anche se vai a terra e, a volte, hai bisogno anche di sostegno, non puoi fare tutto da solo, dipende da quanto duro ti colpisce la vita e da come sei fatto, da come senti e percepisci la realtà. Lo scaffolding, il concetto per cui, in un periodo della vita, hai bisogno di un’impalcatura, il tempo necessario affinché tu impari e poi te ne liberi, ti serve ancora da adulto perché non lo hai avuto da piccolo? Sì e no! E’ vero che se da piccolo ti sei sentito amato, coccolato e incentivato da grande avrai più autostima, otterrai più risultati e sarai più sicuro di te, ma è anche vero che la vita potrebbe presentarsi ancora più dura di quello che avresti immaginato e non puoi a fare tutto da solo (non esistono i vari superman o wonder woman), usi il sostegno emotivo, psicologico o economico di amici e parenti ed è normale che sia così perché siamo animali sociali, ricevi il sostegno per il periodo necessario e poi continui a fare da solo, e intanto la rete ti salva. Questo non vuol dire dipendere dagli altri, vuole dire stringere legami di interdipendenza salutari, vuol dire saper chiedere, vuol dire non soccombere nell’individualismo.
Anche concentrarsi solo sull’amore e sulla compassione può essere fuorviante. La rabbia, la tristezza, la paura, la gioia, il disgusto, il disprezzo e la sorpresa sono emozioni primarie, non possono essere scartate dalla nostra vita, vanno vissute quel giusto per non essere somatizzate negativamente, in un tempo che varia da persona a persona, lasciarle vivere ma non troppo da esserne sopraffatti. E siamo guidati anche dall’ego, sì, lo spesso maltrattato ego, che è buono se in equilibrio; la ricerca di fama, di carriera, l’ambizione, la grinta, serve tutto, servono per farci vivere, per spronarci a stare e fare meglio, perché ogni uomo o donna ha insita in sé la pulsione a stare e fare meglio, ad evolversi.
Siamo forti e siamo fragili, toccabili e intoccabili, siamo soli, eppure non lo siamo, siamo individui, separati dagli altri, e siamo un gruppo e uno degli aspetti che riempie la vita è la relazione, amicale, amorosa, filiale, genitoriale con tutti gli aspetti che ne derivano: la felicità non è assenza di problemi, anche perché, semplicemente, l’assenza di problemi non esiste. 😉
