Oggi vi parlerò di nuovo di shiatsu non legandolo però a problematiche strutturali, ma parlandovi di come ha cambiato la mia vita, attraverso la consapevolezza del mio corpo. Vi voglio raccontare perchè da semplice cliente sono diventata operatrice, su quali punti opera, non solo strutturali, ma anche emotivi ed energetici.
Mi sono avvicinata alla shiatsu anni fa, del tutto casualmente, anche se ora so che il caso non esiste, perchè ero alla ricerca di qualcosa…ed in effetti è prorpio così che si trova qualcosa : cercandola. Mi ero separata da poco, con un bimbo piccolo di due anni, l’immenso dolore emotivo che mi invadeva in quel periodo senza lasciarmi neanche il tempo di capire cosa fosse, mi faceva intravedere che, nella mia vita, qualcosa proprio non andava. Capii solo strada facendo di quanto corpo e mente fossero un tutto unico indivisibile e che guardare un essere umano nella sua totalità di corpo, mente e anima possa aiutare a risolvere la maggior parte delle disarmonie presenti, e di come i forti squilibri emotivi possano tracciarsi sul corpo e lasciare dei segni : sarò sincera nel dire che fino a quel momento un collegamento come questo, che poteva sembrarmi anche scontato, era solo un’informazione ma non una consapevolezza vera e propria e vi spiego perchè.
Avevo solo un po’ di mal di schiena, questo era l’unico fastidio di cui ero consapevole a livello fisico e che riferii all’operatore ma quando uscii dalla prima seduta mi resi subito conto che avevo dolori dappertutto di cui non riuscivo a capacitarmi : mi facevano male anche le pressioni sul viso e sul cranio, che generalmente sono molto rilassanti. Al secondo trattamento di questo tipo fuggii via a gambe levate: vedere il mio dolore mi spaventava. Tornai dopo alcuni mesi, pronta a non lasciarlo più, perchè il segno che quei pochi trattamenti avevano lasciato era stato profonodo: in fondo io volevo risorgere.
Cosa mi colpì? Innanzitutto il contatto umano, poi il calore, la carezza e l’accudimento nonostante il dolore, avere qualcuno che in quell’ora si prendesse cura di me, mi faceva capire che ne avevo proprio bisogno, ero una corda di violino, il mio massimo stato di rilassamento era “non rilassarmi affatto” ;-). I trattamenti erano una sorta di meditazione guidata, in cui imparavo a conoscermi e a conoscere il mio corpo, dolori, tensioni, contratture, e infine piacere, attraverso il contatto con un’altra persona…è questa la cosa che mi colpiva di più : conoscere me stessa attraverso il contatto con l’altro. Stavo meglio ad ogni seduta, rilassata mentre lentamente la gabbia muscolare sul dorso si scioglieva e la schiena, senza neanche accorgemene, non mi faceva piu male.
Un’amore che non finirà mai. La definizione piu bella di shiatsu l’ho avuto da una mia cliente : lo shiatsu è un massaggio dell’anima.
